Renata Pepicelli nel suo ultimo libro “Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme“ (Carocci, 2010) analizza un nuovo fenomeno verificatosi nell’Islam dove alcune donne si sono unite per far valere i propri diritti.
A partire dagli anni ‘90 del secolo scorso in diverse parti del mondo ha cominciato ad affermarsi un movimento di donne, impegnate a lottare per la libertà e i diritti femminili all’interno di una cornice islamica.
In un’analisi ampia e articolata, ma di agile lettura, Renata Pepicelli delinea l’origine, la novità e la diversità di posizioni del femminismo islamico, divenuto ormai un fenomeno globale.
Già nel 1870-1890 inizia a prendere forma il dibattito sulla necessità dell’emancipazione delle donne, intesa come indispensabile per lo sviluppo e la modernizzazione del mondo arabo. E’ soprattutto in Egitto che si registra, anche da parte di intellettuali uomini, l’esigenza dell’istruzione femminile, considerata indispensabile per l’educazione dei figli e il progresso della società.
Il movimento femminista islamico, nato negli anni ‘90 e sviluppatosi progressivamente in modo sempre più ampio in tutto il mondo, si rifà al Corano e alle origini della religione musulmana, rivendica una reinterpretazione dei testi sacri, che sono stati distorti in senso patriarcale dal contesto storico in cui sono venuti diffondendosi, ma che in realtà affermano un’uguaglianza di uomini e donne di fronte a Dio. Numerose sono le adepte del movimento che è divenuto globale grazie all’uso di internet, di forum e di blog, in altre parole del web.
Non tutte le esponenti del cosiddetto femminismo islamico accetterebbero questa definizione: alcune perché rivendicano diritti più universali della religione islamica, altre perché rifiutano il termine femminismo, coniato nel mondo occidentale, oggetto di critica per il capitalismo e il neocolonialismo, che lo caratterizzano.
Le rivendicazioni dell’uguaglianza tra uomini e donne hanno consentito in Marocco la nascita di un più moderno Codice di famiglia, approvato nel 2004 e divenuto un modello per gli altri paesi arabi.
Accanto alle femministe islamiche si collocano le islamiste, che più conservatrici nel campo della famiglia reclamano però un ruolo pubblico per le donne e auspicano delle riforme politiche di più ampio respiro.
Nel mondo arabo le rivendicazioni femminili hanno incontrato non poche resistenze e vi sono donne che hanno rischiato il carcere, le torture e anche la morte. Non mancano delle vere e proprie martiri della causa.
Il libro, scritto in uno stile scorrevole e chiaro, risulta estremamente interessante e approfondisce la peculiarità di un movimento che rinviene all’interno della religione e della tradizione islamica l’affermazione e le testimonianze di una vera e propria uguaglianza tra uomini e donne.
Renata Pepicelli è assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna. Da anni si occupa di mondo islamico contemporaneo, con particolare attenzione alle questioni di genere, e del rapporto tra religione e percorsi migratori. Ha pubblicato diversi contributi, tra cui il volume 2010, un nuovo ordine mediterraneo (Mesogea, 2004), e realizzato programmi radiofonici per Radio3 Rai.
Autore: Renata Pepicelli
Titolo: Femminismo islamico
Editore: Carocci
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 12,60 euro
Pagine: 137
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