“Il bucaniere della Giamaica”, torna la narrativa d’avventura

Roberto Nicola

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bucaniereAd un anno dall’uscita de “La rotta dei corsari”, la casa editrice Nord ha dato alle stampe “Il bucaniere della Giamaica” (Editrice Nord, 2010), il secondo volume della serie di avventure di Hector Lynch. Dopo il successo raccolto nel 2005 con la trilogia della saga del vichingo Thorgils Leifsson, Tim Severin inverte la rotta e ci porta nei mari dei Caraibi. Tra uragani, tradimenti e intrighi, un pescatore di un piccolo villaggio dell’Irlanda è pronto per diventare un pirata degli oceani.

Sono passati due anni da quando Hector Lynch viene catturato assieme alla sorella Elisabeth, da corsari provenienti dal Nord Africa. Dopo essere stato separato da lei, viene venduto come schiavo in un mercato dell’Algeria. I soprusi e gli stenti non piegano il carattere e lo spirito del giovane, che dopo aver riconquistato la libertà, anche grazie all’ aiuto di due compagni, Dan e Jacques, non ha perso la speranza di ritrovare la sorella. Ma il destino gli è nuovamente avverso.

Il bucaniere della Giamaica” si apre con il nostro eroe sulla nave Arc de Ciel, diretto verso le Americhe con al fianco i suoi amici. Intercettato dal perfido bucaniere John Coxon, per sfuggire alle sue grinfie Hector decide di farsi passare per il nipote di Sir Thomas Lynch, il potente governatore della Giamaica. Non tarderà molto però che la sua vera identità venga scoperta, dando così inizio ad una serie di intrigati e pericolosi eventi.

Il bucaniere della Giamaica” ricalca i ruoli e resta fedele alla struttura narrativa dei romanzi di Emilio Salgari ( e in buona parte anche alla cosiddetta narrativa per ragazzi): i personaggi risultano inseriti in un preciso contesto storico, così come la ricostruzione delle informazioni riguardanti i personaggi (John Coxon) e le vicende istituzionali dei Paesi descritti (la Giamaica del 1679). Gli scenari dove si svolgono le vicende, fatti di mari, luoghi esotici e selvaggi esaltano il tema del libro: l’avventura. Non c’è spazio per l’introspezione e l’universo valoriale dei personaggi si limita al rispetto di pochi codici etici.

Anche lo stile riprende in parte un certo modo di scrivere di salgariana memoria: non mancano infatti le famose digressioni naturalistiche che accompagnavano i suoi racconti, facendo completamente immergere il lettore nell’ambiente dove si svolgeva l’azione; oltre a fornire una preziosa opera di divulgazione didattica. Al contrario del nostro scrittore, Tim Severin è un viaggiatore ed un esploratore dei giorni nostri, che si dedica a riversare nei suoi romanzi tutto il fascino che l’avventura sa esercitare.

Questa serie – che prevede l’uscita di un terzo volume- segna il ritorno di un genere che negli ultimi decenni è stato dimenticato dai più giovani. Di certo non brillerà per particolare originalità, ma tra scrittori che attingono a piene mani in maniera indiscriminata e poltiglie letterarie costruite a tavolino, questi libri sono boccate d’ossigeno per l’immaginazione.

Tim Saverin è un avventuriero dei giorni nostri prestato alla scrittura. Ha preso parte a lunghe spedizioni nei luoghi più impervi della Terra e sperimentato condizioni di viaggio utilizzando tecnologie e conoscenze risalenti ad un lontano passato. E’ stato insignito della Gold Medal dalla Royal Geographical Society e conferito di una laurea honoris causa dal Trinity College di Dublino. Dallo stesso autore, per la Editrice Nord, “La rotta dei corsari” (2009).

Autore: Tim Saverin
Titolo: Il bucaniere della Giamaica”
Editore: Editrice Nord
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18,60 euro
Pagine: 371

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Roberto Nicola

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