Restituire la politica ai cittadini. Costituzione italiana alla mano, sono loro i reali “proprietari” delle istituzioni, spesso bistrattate, maltrattate, utilizzate ad uso e consumo, da governanti che da decenni detengono il potere.
Archivioaprile, 2010
Grillo: “A riveder le stelle”. Abolire la partitocrazia
Vita di Pauline, la Venere Imperiale
Nella biografia “Paolina Bonaparte. La Venere dell’impero” (Mondadori, 2009) di Flora Fraser, traduzione di Luisa Agnese Dalla Fontana, l’autrice descrive la sedicenne protagonista come “oltremodo graziosa, con i capelli bruni e la pelle chiara, gli occhi scuri e la bella bocca mobile”. La sorella prediletta di Napoleone Bonaparte fu universalmente riconosciuta come una delle donne più belle e affascinanti della sua epoca “agile corpo latteo, il seno e le braccia, le mani e i piedi di fattura squisita”.
“Suona per me” di De Maria. Esordio “musicale”
L’importanza degli immigrati. Parla Riccardo Staglianò
“Non mi propongo tanto di parlare al cuore del lettore, quanto al suo portafogli”. L’impostazione dell’ultimo libro di Riccardo Staglianò, “Grazie. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti” (Chiarelettere, 2010) è chiara fin dall’inizio: al di là di ogni posizione personale e politica sulle questioni della solidarietà, della fratellanza e dell’accoglienza allo straniero, accettare l’immigrazione oggi è una necessità improrogabile di tutta l’Europa.
Sulle orme di Sherlock Holmes
“Blackshaw era la dimora della nostra famiglia, i de Luce, da tempo immemore…“: così descrive la propria abitazione Flavia, l’11enne protagonista di “Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli” (Mondadori 2010) di Alan Bradley. Sembra l’incipit di un romanzo gotico (come il Castello di Otranto di Walpole,) ma è il 1950. Flavia vive in un edificio georgiano sperduto nella campagna inglese, insieme a un padre misantropo, il Colonnello de Luce, appassionato filatelico, e alle sue due antipatiche sorelle maggiori Ophelia e Daphne.
“L’ultima notizia” dai giornali. Ecco l’informazione di “vetro”
Storia della Contessa Paola. Intervista a Marta Morazzoni
“Un’occasione da perdere”
“Con la CED fallì il progetto più ambizioso mai messo in campo dai Paesi europei in ambito militare e certamente anche sul piano dell’integrazione politica“. In “Un’occasione da perdere. Le Forze Armate italiane e la Comunità Europea di Difesa (1950-1954)” (Editrice Apes 2009), Daniele Caviglia e Alessandro Gionfrida, grazie alla consultazione di fonti inedite, pongono la lente d’ingrandimento su un aspetto ancora poco indagato.
Le “Ippocampiche” di Daniele Visentini
“Ippocampiche“ (Perronelab, 2010) di Daniele Visentini è il secondo volume della collana Lab City Lights. Una silloge poetica colta e raffinata per un intenso esordio poetico di rara bellezza. La circolarità dei testi non assume mai un senso di ordine, si dilata e devia verso sentieri ora oscuri ora apparentemente lineari. C’è tutto un percorso umano, prima collettivo poi forzatamente individuale, che spinge l’uomo, il poeta, a modellare i propri sentimenti e il proprio vissuto fino a creare una struttura volutamente drammatica e astorica.
Sognare un futuro verde
“Il cerchio degli amori sospesi”. Le donne secondo la Appiano
I “giocattoli” di Pelliti
“Giocattoli“ (Felici, 2010) è un piccolo libri di racconti di Matteo Pelliti, autore molto prolifico soprattutto nel web. Lo stile dell’autore è al tempo stesso raffinato e semplice, senza l’impulso all’immediatezza tipico degli scrittori di oggi. Nonostante la giovane età di quello che è un “quasi quarantenne”, come giustamente ha riscontrato Simone Cristicchi nella prefazione, le storie di questo autore sono “anacronistiche”.
Sempre più giovani gli adulti di Frascella
Dopo il clamoroso successo di “Mia sorella è una foca monaca” (Fazi, 2009), Christian Frascella ci riprova con “Sette piccoli sospetti” (Fazi, 2010). Stesso editore, stesso tipo di inquadratura per la foto di copertina (un primo piano, ma questa volta più giovane e senza ammaccature); diversa la voce narrante - dalla prima persona al romanzo corale, diversi i tempi di gestazione - sette anni per il libro d’esordio, pochi mesi per l’ultimo.
I quaderni di Josè Saramago. L’ultima perla per Einaudi
De André, mio amico fragile
“La reliquia di Cambridge”. Thriller medievale inglese
Le poesie “facili” di Chlebnikov
Con “47 poesie facili e una difficile” (Quodlibet, 2009) torna ad essere letto in Italia Velimir Chlebnikov, considerato da molti uno dei maggiori poeti dell’Avanguardia russa del primo novecento. Quello che per Jakobson fu il più grande poeta del novecento si presenta, anzi si ripresenta, al lettore cercando di cancellare quell’immagine di sé che lo riduceva a rappresentante inconsapevole di una certa lirica criptica, incomprensibile e, quindi, “troppo difficile”.
Milano parla “Ad ogni costo”. Le battaglie di Di Pietro
Ricominciare “tutto da capo”
La fatica di cominciare una nuova vita, il desiderio di non perdere la speranza sono le note dominanti di “Tutto da capo” (Mondadori, 2010) di Cathleen Schine, traduzione di Stefano Bortolussi. Il mondo crolla per Betty Weissmann il giorno nel quale il marito Joseph le annuncia “nella cucina del loro appartamento al decimo piano di un grande ed elegante palazzo su Central Park West” che intende divorziare dopo quarantotto anni di matrimonio.
“Credevo bastasse amare”
Ci sono libri che scivolano sulle dita quasi indifferenti e libri che trasudano emozioni dalla prima all’ultima pagina, lasciando nell’anima traccia indelebile del loro passaggio. “Credevo bastasse amare“, romanzo-verità che segna l’esordio di Alessio Masciulli, appartiene a questa seconda categoria. E’ la storia, reale, di un amore spezzato da una tragica fatalità e del faticoso percorso intrapreso dall’autore verso la riconquista di una serenità interiore. La storia comincia qua, su una piazza di questa città ai confini del mare. Pescara. Una sera di giugno 2006.
Sogno Usa dopo l’Unità
“Non sono né uomo d’acqua, né di montagna. Sono nato così, lì, a metà strada fra due mondi. Per questo sono destinato a vivere in entrambi. Per questo mi muovo in essi e non riesco a trovare fissa dimora“. Un paese di montagna affacciato sul lago. La vita che si trascina lenta, tra speranza e miseria, immersa in rituali contadini dal sapore malinconico di un passato ormai ostaggio di un futuro incerto.























