Corpo, coscienza ed emozioni. “Mi ritorno in mente”

Anna Borrelli

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miritornoinmenteAl Circolo della Stampa di Milano, lo scorso 22 febbraio, lo scienziato Edoardo Boncinelli ha presentato “Mi ritorno in mente” (Longanesi, 2010), assistito dal prof. Giulio Giorello e dal filosofo ed epistemologo Armando Massarenti.

Questo testo appartiene alla genia di libri che vede nel capostipite “Il gene egoista” di Richard Dawkins e, più in generale, al cosiddetto genere della Terza cultura, secondo la definizione dell’agente letterario John Brockman, cioè un nuovo tipo di libri scritti da scienziati e storici della scienza, che trasmettono la loro visione del mondo a un vasto pubblico piuttosto che soltanto ai lettori di riviste specializzate, a dimostrazione di quanto la scienza stia diventando sempre più interdisciplinare e complessa.

Oggi i temi intorno ai problemi della coscienza sono più attuali che mai, interessano le istituzioni, non solo religiose, e la collettività, che si divide su concetti quali la morte cerebrale e gli stati di coscienza. Il terreno sul quale si muove Boncinelli è difficile e ambiguo: lui stesso ha dichiarato che questo testo ha richiesto tre anni di lavoro, soprattutto perché esigeva posizioni ben definite che minimizzassero il pericolo di essere attaccati. “È un trattato che fa meno acqua di molte cose che ho scritto e letto“, afferma l’autore, ben lungi dal voler fornire risposte assolute su un tema come quello della coscienza, il problema dei problemi, ma anche una delle questioni più affascinanti.

Si parte dai nervi e, attraverso molecole, circuiti, cervello, emozioni e coscienza, si arriva finalmente all’Io. Le posizioni sono ben definite, come si è già detto: la razionalità è innaturale, perché tiene ferma l’attenzione su un argomento per più di qualche minuto, cosa che avviene difficilmente e fa sbuffare il nostro sistema nervoso; la mente non è niente di diverso dall’azione del cervello, anzi, è il cervello stesso; le emozioni sono la materia della vita, intimamente connesse alle funzioni cognitive, poiché anche nell’azione più razionale c’è una componente affettiva.

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Anna Borrelli

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