Nissenson e l’11 Settembre. L’occhio della gente comune

Michela Gelati

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rallegrati-di-questo-cose-al-crepuscoloRallegrati di queste cose al crepuscolo (Cargo, 2009) di Hugh Nissenson è il romanzo forse più vero, realistico e commovente sull’11 settembre. A cominciare dal lungo, bellissimo titolo dell’edizione italiana.

Siamo nella New York dell’estate 2001, nell’Upper West Side, quartiere abitato da professionisti e intellettuali a due passi da Central Park. Zona di mamme bionde con i passeggini, di vestiti casual-chic e cani docili e scodinzolanti come quello che Artie, protagonista del libro, porta a spasso per il quartiere tutte le mattine.Artie è un classico abitante del West Side: 60 anni, appesantito dall’età, scrittore di libri illustrati sui miti antichi, frequentatore saltuario della sinagoga del quartiere, vive con la moglie Johanna, analista finanziaria a cui sono appena stati diagnosticati problemi cardiaci.

Nissenson parte da qui, da quelle storie minime in cui sono così bravi gli scrittori americani, presentandoci il mondo borghese di Artie e Johanna: un insieme di personaggi ironici, piacevoli, insopportabili, dalla figlia Leslie agli amici gravemente malati, dai nuovi vicini alla donna senza tetto a cui Artie offre il pranzo.

Fino all’11 settembre, che scompagina le carte, cambia le vite, fa acquisire consapevolezza o solo sprofondare nel dolore. Ma diversamente da altri libri, l’evento per quanto catastrofico non è un’epifania, un cambiamento radicale per tutti: e in questo il libro di Nissenson è vicinissimo alla vita reale, e rappresenta anzi un’analisi delicata e intelligente sulla reazione alle catastrofi collettive. C’è chi inizia a bere o perde il sonno, ma anche chi continua a vivere esattamente come prima. C’è chi si butta nel volontariato. E c’è Artie, che è preso da un insolito fervore religioso perché la moglie è in ospedale per un’operazione al cuore, mentre i clienti di Johanna sono sinceramente preoccupati per i loro investimenti.

Ecco, la vita è tutta qui sembra dire Nissenson tra le righe del suo libro, reso ancora più commovente e delicato da una scrittura asciutta, anche ironica, ricca di toni e registri diversi. Il suo è un romanzo dell’11 settembre, eppure solo sfiorato dall’11 settembre. Come la vita, in cui le conseguenze delle catastrofi si vedono nel tempo e sono sempre diverse e personalissime. La vita è questa e, val sempre la pena di ripeterlo, la felicità è fatta di poche cose piccole ma fondamentali. Soprattutto dopo la tragedia.

Hugh Nissenson è nato a New York nel 1933 da una modesta famiglia di immigrati polacchi. Ha insegnato in diverse università americane e collaborato con «The New Yorker», «Harper’s», «Esquire», «New York Times» e altre testate. Ha pubblicato diversi romanzi e racconti, alcuni dei quali pubblicati in Italia da Rizzoli, Garzanti e Giuntina.

Autore: Hugh Nissenson
Titolo: Rallegrati di queste cose al crepuscolo
Editore: Cargo
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 17,50 euro
Pagine: 239

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Michela Gelati

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