“La casa” (Elliot, 2009) è l’opera prima di una giovane scrittrice, Angela Bubba, che già da due tre anni si sta facendo notare dalla critica per la forza della sua scrittura, al tempo stesso ironica e consapevole, fresca e matura nonostante i venti anni. Alla base del libro vi è il nido domestico di una famiglia calabrese, come se in un mondo di continue e velocissime trasformazioni il legame parentale, almeno in Italia (e soprattutto nel meridione), fosse ancora l’ancora salvifica, l’appiglio sempiterno della nostra esistenza.
Ne viene fuori una sorta di epopea familiare del nuovo millennio che, per quanto parta dal grande modello letterario del passato, si libera di strutturalismi pedanti e stereotipati per liberare la propria essenza, sarcastica e “parodisticamente” epica.
Grandissimo slancio vitalistico è dato dalla scrittura: una lingua italiana inesistente, un tripudio di invenzioni assolute, regionalismi, dialettismi, calchi, libertà linguistiche di una squisita bellezza. Tra Camilleri e Gadda, Ginzburg e Verga: l’autrice crea e ricrea, distrugge ed amplifica e soprattutto gioca. E noi giochiamo con lei, increduli di quanto leggiamo.
“La forza della Calabria è nella sua struttura famigliare” scrisse, ormai parecchio tempo fa, il grande Corrado Alvaro. E anche qui questa forza è tutta nel padre Anselmo, nella madre Lia, nelle quattro figlie femmine e nell’unico “maschietto”, Benio. C’è molta dolcezza, qualche fraintendimento, la morte (che non manca mai nelle storie “meridionali”) ora portatrice di lacrime, ora esorcizzata. I figli come “continuo atto di fede nella vita”, al tempo stesso promessa e speranza, forza che deve correggere il destino individuale dei padri.
“La casa” è una sinfonia di voci perfettamente orchestrate: cadenze, urla, pianti, rimbrotti, parole dette e non dette. C’è molto di lei, delle sue origini, del suo sangue, della sua terra. Una Calabria “paterna” e “matrigna”, desolante e bellissima, surreale e profondamente realistica. Realtà, logica, razionalità spariscono in un vortice intenso, al tempo stesso rarefatto e solidissimo. E noi in questo vortice non possiamo che farci trascinare, facendosi gettare qua e la da uno stile e una lingua davvero sorprendenti, soprattutto se ci viene in mente che è lo stile e la lingua di una esordiente di venti anni.
Angela Bubba è nata a Mesoraca nel 1989. Questo è il suo primo romanzo. Ha vinto il premio Verga 2006 ed è arrivata seconda sia al Premio Campiello Giovani 2007, che al Premio Calvino edizione 2008.
Autore: Angela Bubba
Titolo: La casa
Editore: Elliot
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 17,50 euro
Pagine: 300
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