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mia-sorella-e-una-foca-monacaIl ragazzo malmenato che ci guarda dalla copertina di “Mia sorella è una foca monaca” (Fazi, 2009), esordio di Christian Frascella, è il protagonista, o meglio l’antieroe del romanzo: sfacciato, presuntuoso, caustico, ma anche autoironico, fragile, perfino tenero. Ha tutte queste caratteristiche, ma non ha un nome: potrebbe essere un adolescente qualunque. VIDEO/Guarda il booktrailer del romanzo

Nell’hinterland torinese, alla fine degli anni ‘80 (assistiamo in diretta alla caduta del Muro di Berlino), il ragazzo abita la casa più brutta del circondario insieme alla sua famiglia o a quel che ne resta: il padre, il “Capo“, che, tra un lavoretto e l’altro, sempre occasionali, passa la maggior parte del tempo a bere birra sdraiato sull’amaca in giardino, alla maniera di Homer Simpson; e la sorella, la “foca monaca” che, all’opposto, si rifugia in chiesa probabilmente a espiare le colpe materne. La madre dei due ragazzi, infatti, li ha abbandonati qualche tempo prima scappando con un giovane benzinaio, gettandoli nello squallore in cui li troviamo oggi.

La scena iniziale del romanzo è un elegante incontro di pugilato, secondo il nostro, sempre incline a sostituire alla realtà scene già viste soprattutto al cinema, un modo per sfuggire alla desolazione che lo circonda. Lui e un compagno se le stanno dando di santa ragione per via della ragazza più bella della scuola. Le botte saranno poi il leitmotiv della narrazione: il protagonista le prende un po’ da tutti, da Chiara, la bella “gastronoma” del minimarket; da Tony Champion, l’atleta vanto del paese, che gli spaccherà il naso. Perché? Perché è uno “sfigato”, un bulletto con la battuta al vetriolo, antipatico e arrogante, finché il lettore non scopre che questa è solo la maschera che indossa per difendersi. Un giorno il padre, che si stava rimettendo in sesto grazie a un nuovo amore, finirà d’urgenza in ospedale. Il protagonista dirà: «Mi tornò in mente il Capo, e fu come se dentro mi si spegnesse un interruttore». La paura della perdita del padre lo renderà infine meno “stronzo” e spaccone, e indirizzerà le sue scelte (nel frattempo è diventato una tuta blu prossima al contratto) verso ciò che conta davvero.

Il romanzo piacerà a chi ha amato Holden, l’eroe di Salinger e la sua capacità di sdrammatizzazione, e anche agli appassionati della famiglia gialla di Springfield, i Simpson, per le scene dal taglio fortemente fumettistico. Non solo per adolescenti.

Christian Frascella, classe 1973, torinese, ex militare nel Genio Ferrovieri, ex operario di fabbrica ed ex impiegato in un call center, vive e lavora nella città natale. Con “Mia sorella è una foca monaca” ha fatto incetta di premi letterari, giungendo alla terza edizione nel solo 2009.

Autore: Christian Frascella
Titolo: Mia sorella è una foca monaca
Editore: Fazi
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 17,50 euro
Pagine: 290

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10 febbraio, 2012