“Firenze in quattro stagioni”. Intervista a Paola Zannoner

Daniela Allocco

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firenze-in-4-giorniViaggio insolito a bordo di una bici, “Firenze in quattro stagioni” (Ediciclo, 2009), raccontato in modo alternativo da Paola Zannoner. Un libro piacevole e una guida diversa, per ammirare i bei palazzi storici più conosciuti di Firenze, come il Duomo o Palazzo Vecchio, oppure passeggiando tra le stradine del centro storico da via Tornabuoni a via Calzaioli, ma anche scoprire le stradine medioevali lungo l’Arno fino a portarci nel verde che circonda la città. Per conoscere l’anima di questa città e dei suoi abitanti.

Ha risposto ad alcune nostre domande l’autrice Paola Zannoner.

Firenze in quattro stagioni, può secondo lei essere definito una sorta di guida nell’animo più intimo e profondo di questa splendida città d’arte?
La considero una guida “sentimentale” sulla mia città dove non ho mai ambientato i miei romanzi, a differenza di quanto spesso accade a molti scrittori che narrano dei luoghi dove vivono. Da cittadina, posso contribuire a far conoscere luoghi meno noti ed entrare un poco nel vivo delle abitudini e della vita quotidiana: sono aspetti toccati dal libro, anche se il mio obiettivo non è di tipo divulgativo, ma narrativo. Penso di aver raccontato Firenze come io la vedo e la vivo attraverso i miei gusti, i miei studi e le mie passioni.

Lei ci porta per 4 stagioni in giro per la città, alla scoperta di palazzi, chiese e giardini, ma qual è la sua stagione preferita per girare in bici a Firenze?
Io viaggio sempre in bici, per necessità (non ho l’auto né la moto) e per piacere. Ogni stagione è perfetta per la bicicletta, malgrado si pensi che sia il mezzo ideale per l’estate. A Firenze, anzi, penso che il periodo migliore sia l’inverno, quando la città registra un lieve calo di presenze turistiche.

Lei suggerisce di percorrere anche delle stradine che portano fuori la città alla ricerca di quei luoghi che hanno ispirato la storia di Pinocchio. Da dove le è nata l’idea di descrivere questo percorso un po’ diverso dai soliti giri turistici?
I percorsi che ho suggerito cercano di unire aspetti diversi e integrabili: la città dei parchi e del tempo libero, quella della scienza e della storia della scienza, quella dell’arte e quella della letteratura. Ogni itinerario è idealmente ispirato a un elemento: l’acqua del fiume in estate, l’aria del cielo e dell’osservazione degli astri, la terra delle pietre dei conventi e dei luoghi al chiuso, il fuoco dei camini e dei falò invernali di cui parlo con Pinocchio. Inoltre, c’è una dialettica tra centro e periferia, interno ed esterno, alto (cielo) e basso (terra). La città è un luogo complesso dove si intersecano nodi culturali e antropologici su cui vale la pena riflettere. Spesso, da turisti, si colgono soltanto gli aspetti più superficiali o da cartolina, mentre la letteratura ci consente di approfondirne la conoscenza. Pinocchio è la fiaba italiana più conosciuta nel mondo, ma è anche una storia legata ad un territorio e a una cultura, quella del teatro popolare dell’Ottocento fiorentino.

Girare per Firenze in bicicletta non è semplice visto la mancanza di piste ciclabili e di folle di turisti. Questo suo libro può forse apparire come un suggerimento a chi si occupa di urbanistica e quindi a riscoprire e valorizzare la città a favore dei ciclisti? E quindi dell’ambiente?
Una riflessione sull’uso dei mezzi di trasporto nelle città oggi è prioritaria. Siamo tutti affogati dentro un traffico privato inquinante e deturpante, e credo sia urgente per le amministrazioni di tutti i centri urbani trovare soluzioni alternative all’uso delle automobili private. Molte cose sono state fatte: fino a vent’anni fa l’idea di una città “ciclabile” non sfiorava nessuno, oggi ci sono già piste, e soprattutto è aumentato il numero dei ciclisti. Anche una guida come questa non sarebbe stata presa in considerazione da nessuno fino a non molti anni fa.

Leggendo il suo libro si colgono a pieno le sue emozioni, trasmettendo cosi al lettore la sensazione di vivere con lei questa passeggiata in città. Ma c’è un luogo non descritto nel libro a cui lei è particolarmente legata?
Non ho descritto la meravigliosa Biblioteca Nazionale Centrale, uno dei miei luoghi preferiti, dove passo gran parte del mio tempo a studiare, documentarmi, scrivere. Anche questo piccolo libro ha un debito di riconoscenza a questo tempio della cultura.

Alla fine del libro c’è una ricetta…è la sua?
No! E’ una ricetta popolare, tratta dal libro di Artusi, il famoso cuoco fiorentino autore di una guida memorabile sulla cucina. Si tratta della ribollita, un piatto squisito, semplice e rustico che vale la pena di assaggiare in quelle trattorie nei pressi del Mercato Vecchio, come Palle d’Oro per esempio, che all’ora di pranzo ancora si riempie non di gitanti ma dell’autentica gente del quartiere.

Paola Zannoner è nata nel 1961 e vive a Firenze. Vive a Firenze. Scrittrice, esperta di narrativa, consulente, ha sempre alternato il mestiere di autrice con quello didattico, tenendo corsi di formazione per docenti e bibliotecari, seminari sulla scrittura narrativa, conferenze sulla letteratura. nel 1998 ha pubblicato il suo primo racconto. Sono oltre 25 i titoli al suo attivo, Ha vinto il premio Miglior libro del 2000 per Il vento di Santiago, sondaggio della rivista Liber.

Autore: Paola Zannoner
Titolo: Firenze in quattro stagioni
Editore: Ediciclo
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 12 euro
Pagine: 150

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Daniela Allocco

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