La voce e lo sguardo di Libera sono i protagonisti de “L’era del cinghiale rosso” (Fazi, 2009) di Giovanna Nuvoletti, nel quale sono descritti 30 anni di magiche ed indimenticabili estati trascorse a Capalbio. Luogo dove Libera approda la prima volta a 13 anni nel 1977, mitico buen retiro di politici, giornalisti, intellettuali ed artisti. Scritto con una pungente vena ironica, rappresenta la parabola del borgo toscano nato come rifugio dove nascondersi e trasformato nel corso degli anni in uno scenario dove mostrarsi e dire ci sono anch’io.



“Causa di forza maggiore” (Voland, 2009) di
La rappresentazione dell’Oriente favoloso e misterioso nell’immaginario collettivo occidentale è stata alimentata da figure quali gli eunuchi a guardia dell’harem del Sultano, di vaporosi hammam e di carovane ricche di merci esotiche. Con racconti, diari e relazioni di viaggio dalla metà del Settecento agli inizi del Novecento, Attilio Brilli ripercorre in “Il viaggio in Oriente“ (Il Mulino, 2009) aspetti, temi e motivi che nel corso dei secoli si sono stilizzati fino a diventare caratteri identificativi di un mondo chiuso ed impenetrabile.
Un testo che non fa sconti e mette in risalto l’ingenuità con cui abbiamo permesso alla crisi economica di travolgerci. E ora “come ne usciamo? Lo spiega Loretta Napoleoni nel libro “La Morsa” (Chiarelettere, 2009).
“Racconti di giugno” (Garzanti, 2008) di Pippo Delbono nasce perchè un giorno qualcuno ha chiesto all’artista di parlare dell’amore. Delbono ha voluto così ripercorrere la sua esperienza, i suoi incontri, le sue lotte tra la vita e la scena che senz’altro hanno come protagonista incondizionato l’amore. Un amore verso chi ha amato, ma anche verso il prossimo in generale, un amore raccontato con pudore e rabbia, in maniera divertente e commovente nello stesso tempo.
“Tre io” (Neo Edizioni, 2009) di Mario Rossi, pseudonimo di un autore che gioca sulla linea del “detto” e del “non detto” muovendosi nell’intricata vicenda dell’esistenza col bisogno di mischiare ripetutamente realtà e immaginazione. Protagonista di questo piccolo romanzo a più livelli è la notte, intesa come luogo al tempo stesso ancestrale e presente, crogiolo di esistenze che si sfiorano e toccano o si osservano solo da lontano.
L’addio all’adolescenza, il passato misterioso e la forza della passione sono i temi dominanti di “Marina” (Mondadori, 2009) di Carlos Ruiz Zafòn. Ci troviamo a Barcellona alla fine degli anni Settanta.
Già Fabrizio De Andrè, tra le righe di “Preghiera in gennaio“, ricordava la muta disperazione di chi sceglie di uccidersi. “Muta” perché come spiegano Gustavo Charmet e Antonio Piotti in “Uccidersi, il tentativo di suicidio in adolescenza” (Raffaello Cortina editore, 2009), molto spesso chi architetta la propria morte non sono, come forse si è portati a pensare, persone affette da evidenti patologie psichiche ma si tratterebbe, piuttosto, dei cosiddetti insospettabili.
Fotografare Venezia, cercando spunti sempre nuovi, per non incorrere nelle possibili ripetizioni fotografiche che la città offre. “Venezia alle finestre” (Marsilio, 2006) di Riccardo Zipoli propone una nuova visione di Venezia, riflessa in queli occhi che quotidianamente la scrutano. Una città dai tratti limpidi, ma allo stesso tempo forti, tanto da essere in grado di rendere vano ogni tentativo, da parte di osservatori e fotografi, di catturare la sua immagine sotto nuovi tratti.
“Dalla somma delle mie esperienze lavorative e dalla mia fantasia è nato Mathias Pintchè: alcuni lo definiscono l’Hannibal Lecter italiano. In realtà Mathias cerca la vita normale scappando in Giappone, a Tokyo trova due donne: una pianista jazz ed una collega ginecologa. I ricordi della guerra di secessione europea, l’esperienza come estrapolatore dei Servizi Segreti Europei, il Kosovo, lo seguono tormentandolo. Ma il terremoto del Giappone, il Respiro appunto, gli pone nuove scelte e nuove verità.”
“Banca Rotta” (Sperling & Kupfer, 2009) di Eugenio Benetazzo e David Parenzo è un piccolo “manuale di sopravvivenza economica alla crisi” rivolto a tutti. La prefazione di Beppe Grillo fa da apripista al volume.
La città di Sarzana dal 4 al 6 settembre ospiterà per il sesto anno consecutivo il Festival della Mente, un evento dedicato alla creatività e ai processi creativi, promosso dalla Fondazione Carispe e dal Comune di Sarzana. La manifestazione, diretta da Giulia Cogoli, ha come scopo quello di capire come e perché nascono le idee, così come recita il suo claim, e vede la partecipazione di scrittori, linguisti, artisti e musicisti, architetti e designer, psicologi, matematici e storici, scienziati, filosofi e pensatori italiani e stranieri.










