Walter Veltroni scende di nuovo in campo. Assistito dal direttore de “La Stampa” Mario Calabresi, ha presentato “Noi“ (Rizzoli, 2009): “un atto d’amore per l’Italia“. Per ricostruire attraverso la memoria il senso della collettività.
Lo scorso 4 settembre a Genova, in occasione delle festa Democratica, l’ex politico romano ha parlato del suo romanzo, scritto per uscire da un atteggiamento sociale sempre più tendente all’individualità e all’egoismo.
“Noi” racconta attraverso gli occhi di quattro bambini, ognuno padre del successivo, le vicende di una famiglia romana in alcuni momenti fondamentali per la storia italiana: l’estate del 1943, vissuta tra la speranza e la tragedia, tra gli ultimi giorni del fascismo e le deportazioni; la primavera del ‘63 e il fiorire dell’Italia con il boom economico, le automobili, le lavatrici, le televisioni, la scuola di massa e la corsa allo spazio. Poi si passa all‘autunno del 1980, anno delle stragi di Ustica e di Bologna, dell’orrore e della paura del terrorismo rosso e nero, ma anche del terremoto dell’Irpinia e della morte di John Lennon. Il libo si chiude con una proiezione futura nel 2025, con un’immagine dell’Italia dominata da un regime paternalistico e autoritario, che più che proibire invita all’individualismo, all’egoismo e alla dimenticanza della memoria storica. Tuttavi, sottolinea Veltroni, ci sarà una luce di speranza finale.
L’idea del libro, racconta l’ex segretario del PD, nasce durante un viaggio ad Auschwitz e Birkenau, in cui i ragazzi di Roma si incontravano con i sopravvissuti ai campi di sterminio. Gli studenti facevano domande ai reduci e ognuno donava qualcosa all’altro, i testimoni la loro esperienza, i giovani la curiosità. Era un momento di unione e di incontro, alternativo al modello individualistico dominante. “Insieme all’Io ci siamo tutti Noi“, una collettività, con le stesse radici ed esperienze storiche comuni ed è solo con la cultura, l’armonia e la serenità che si potrà arginare lo sfaldamento della società attuale.
“Coltivare la memoria è un grande modo per preparare le generazioni future“ e superare l’idea di un facile egoismo sociale fondato sulla paura e sull’etica del diverso, che portano sempre di più verso la solitudine e la violenza.
Walter Veltroni è stato direttore dell’”Unità“, vicepresidente del Consiglio nel governo di Romano Prodi, segretario nazionale dei Democratici di sinistra, sindaco di Roma e segretario nazionale del Partito democratico. Per Rizzoli La bella politica (1995), Forse Dio è malato. Diario di un viaggio africano (2000), Il disco del mondo. Vita breve di Luca Flores, musicista (2003), Senza Patricio (2004), La scoperta dell’alba (2006, oltre 250.000 copie vendute, sette edizioni straniere), La nuova stagione. Contro tutti i conservatorismi (2007) e Noi (2009).
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