“Lezione di nuoto”. Intervista a Valentina Fortichiari

Alessandra Stoppini

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lezione-di-nuotoNel romanzo Lezione di nuoto di Valentina Fortichiari (Guanda, 2009) viene descritta l’estate del 1920 trascorsa dalla scrittrice Colette nella sua casa dal nome celtico roz ven rosa dei venti, in Bretagna sul mare vicino a Saint Malò. In questo luogo da favola, che profuma di spezie e di verbena, Saint-Coulomb, le ore trascorrono liete con amici scrittori ed intellettuali nuotando, conversando, andando in gita e  giocando a carte. Ne parliamo con l’autrice.

Insieme a lei, oltre alla figlia Bel-Gazou di otto anni e l’amica-segretaria, la quarantasettenne Colette ha portato con se Bertrand, figlio sedicenne del suo secondo marito, il barone Henry de Juvenel, al quale impartisce lezioni di nuoto. Ma il rapporto tra i due avrà uno sviluppo impensato. Il romanzo racconta la prima estate di questo amore vissuto apertamente davanti a tutti.

Valentina, come mai ha scelto di raccontare questo particolare periodo della vita della scrittrice e come si è documentata?
“Come ho raccontato nella Nota al testo, mi colpì la notizia delle lezioni di nuoto che Colette impartiva al figliastro. Cominciai a vederle (sono stata agonista ed istruttrice). Poi, un’estate, passai l’agosto a nuotare in quella baia ed a osservare le maree, il mare, la casa bretone, gli animali. Insomma volevo capire con tutti i sensi colori, odori, suoni, impressioni. L’acqua come metafora di iniziazione alla fisicità del nuoto e dell’amore. Era questo aspetto che volevo raccontare.”


Chi era Hélène Picard?

“Era soprattutto una poetessa. Ha poi fatto brevemente da segretaria a Colette, al giornale Le Matin. Era tendenzialmente una persona un po’ depressa. Mi è piaciuto immaginarla come la controfaccia di Colette. Con un po’ di libertà naturalmente, ma non credo di esser andata lontana dal vero.”


Possiamo definire una sorta di “premonizione” la pubblicazione di Chéri, avvenuta pochi mesi prima della nascita della liaison tra Colette e Bertrand?

“In un certo senso si, anche se la trasgressiva Colette aveva avuto, prima di Bertrand, un amore con un altro adolescente. Certamente la storia di Chéri e Bertrand mostra incredibili analogie, ma Bertrand era forse meno arrogante di Chéri, anzi più fragile, più riflessivo, più  generoso.”


Cosa ha rappresentato nella letteratura francese la produzione letteraria di Colette?

“Colette è stata una delle glorie nazionali, riconosciuta come tale e adorata dai connazionali. Ha un suo posto preciso ed indiscusso nell’Olimpo letterario francese, anche se ignoro la sua attuale fortuna fra i lettori. In Italia non ha mai attecchito tanto. Oggi è pressoché dimenticata, temo.”


Donna emancipata, trasgressiva, ma anche Grand’Ufficiale della Legion d’Onore, Colette è stata la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di Stato.  Claudine a scuola è ancora inserito nella guida bibliografica dell’Opus Dei fra i libri proibiti. Cosa ne pensa?

“Posso capire, ma non solo la serie della Claudine è considerata scandalosa. Altri suoi libri, più autobiografici, mostrano pagine disinvolte, in coerenza con la sua intera esistenza. Del resto, gli anni Venti erano generalmente trasgressivi soprattutto in Francia. Tanto che la sua storia con il figliastro Bertrand non destava scandalo, almeno fra gli amici che lei era solita frequentare.”


In questo periodo, oltre al suo romanzo, Adelphi ha ripubblicato Chéri e La fine di Chéri, mentre è appena uscito il film omonimo diretto da Stephen Frears. C’è una riscoperta della  scrittrice francese?

“Me lo auguro davvero. Spero contribuiranno, il film certamente, il mio racconto in misura minore, a suscitare il desiderio di rileggerla.”

Valentina Fortichiari è nata a Milano dove vive e lavora. Saggista, ha curato in particolare l’opera di Guido Morselli (Guido Morselli immagini di una vita, Rizzoli 2001) e Cesare Zavattini. Ha svolto attività agonistica come nuotatrice e ha scritto un manuale sul nuoto Nuotare tutti subito e bene (Tea 2007). Lezione di nuoto, Bertrand e Colette. Estate 1920 è il suo primo romanzo.

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Alessandra Stoppini

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