Foto di donne magrissime, consigli per vomitare con semplicità, regole per imparare a digiunare, esaltazione di modelle anoressiche. Questi i temi di blog e libri pro-ana che invitano alla magrezza assoluta come filosofia di vita.
“Magre da morire” di Albina Perri (Aliberti, 2008) e “La ragazza che non voleva crescere” di Isabelle Caro (Cairo editore, 2009) sono solo gli ultimi due delle centinaia di libri che ogni anno vengono sfornati sull’argomento anoressia-bulimia. Per la maggior parte si tratta di autobiografie con lo scopo di testimoniare una malattia da troppi sottovalutata e cercare di far capire quanto posso diventare pericolosa, quanto possa trasformarsi in un vortice mortale, ma soprattutto quanto sia una malattia dell’amore e non della bilancia. Ma il disturbo alimentare non è solo visto in questa chiave, per così dire, “positivista”.
Esistono sulla rete numerosissimi blog pro-ana e pro-mia e anche qualche libro: “Vale ana” di Martita Fardin (Eliot, 2009) è uno dei pochi. Non è facile scovare siti sulla rete perché se scoperti vengono immediatamente oscurati, ma basta essere degli abili navigatori di Google e conoscere un minimo di inglese per trovarne a bizzeffe. Si tratta di comunità reali e virtuali che esaltano le dee Ana (dea dell’anoressia) e Mia (dea della bulimia): in pratica la religione del non mangiare. Pullulano testimonianze che esaltano l’esperienza di non nutrirsi, di vedersi sempre più magri, e ci si scambia commenti, foto e complimenti reciproci sui “traguardi” raggiunti, a volte senza ritorno.
“Buongiorno ragazze! mi sono appena pesata prima di far colazione e sto a 48…ieri ero a 47.5…mi sento enorme perchè la sera non riesco a non mangiare come vorrei…ho anke comprato full fast spray per la fame nervosa…” “Non ti preoccupare, ecco cosa devi fare quando ti viene fame: pensa a qualcosa di schifoso, tipo pulire il water o la lettiera del gatto“. Questi sono solo alcuni esempi dei consigli dispensati su blog, forum e community.
Proprio come se fosse una religione, le pro-ana si sono create anche 10 incredibili comandamenti da seguire rigorosamente. 1) Se non sei magra, non sei attraente; 2) Essere magri e’ piu’ importante che essere sani; 3) Compra dei vestiti, tagliati i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra; 4) Non puoi mangiare senza sentirti colpevole; 5) Non puoi mangiare cibo Ingrassante senza punirti dopo; 6) Devi contare le calorie e ridurne l’ assunzione di conseguenza; 7) Quello che dice la bilancia è la cosa più importante; Perdere peso è bene, guadagnare peso è male; 9) Non sarai mai troppo magra; 10) Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo.
La “moda” delle pro Ana e pro Mia è nata negli Stati Uniti e si calcola che oggi in America siano quasi 11 milioni le persone (99% donne tra i 12 e 40 anni) influenzate dal movimento e dall’ostentazione di un certo modo di apparire.
Oggi in Italia sono due milioni i malati di anoressia, un decimo dei quali maschio (un dato in crescita), e un aumento dell’incidenza dei disturbi del comportamento alimentare nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni. Tutto questo può far parlare di una vera e propria epidemia sociale.
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Mi domando se Gaia Passerini abbia letto il mio libro. valeANA a favore dell’anoressia? Spero stia scherzando, oppure, mi domando con quale deontologia le svolga il suo lavoro.
La superficialità è dilagante.
Lei opera un distinguo fra libri contro l’anoressia e libri a favore, e schiaffa il mio nella seconda categoria.
Riformulo la domanda: l’ha letto?