Mimma Gaspari, ricordi di un mondo che non c’è più

Valentina Pizzi

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librogaspariIl 6 Maggio Mimma Gaspari ha presentato “Penso che un mondo così non ritorni mai più” (Baldini & Castoldi, 2009), presso il Mondatori Multicenter di C.so Vittorio Emanuele a Milano. Ospiti dell’incontro Enzo Jannacci e il giornalista/autore Mario Luzzatto Fegiz. L’autrice è un’esperta del mondo musicale italiano: negli anni ’60, con il coraggio e la speranza di una ragazza di ventun’anni  alla quale, come afferma lei stessa, “nulla sembrava impossibile”, ha iniziato a lavorare nella musica come paroliera di Teddy Reno.
La sua carriera è poi proseguita come promoter di quelli che poi diventeranno i più famosi cantanti italiani a livello internazionale: Modugno, Morandi, Patty Pravo, Paolo Conte e Jannacci stesso.

Il libro presentato è proprio uno spaccato di questi anni: l’autrice infatti raccoglie i fotogrammi  di una carriera vissuta per la musica, mettendo in luce fatiche, battaglie, sconfitte, vittorie e grandi soddisfazioni. È un’opera autobiografica, che ha per sottotitolo “Una vita in canzone“, in cui la scrittrice parla dei suoi cantanti, delle case discografiche degli anni sessanta, della Rai, e del suo grande amore per la buona musica, soprattutto quella italiana.

Durante l’incontro con Fegiz e Jannacci la Gaspari introduce il suo libro ripercorrendo un po’ la storia di quegli anni, con grande affetto, vivacità e malinconia. Sembra di assistere ad una rimpatriata tra vecchi compagni di scuola che non si vedono da tempo e l’appuntamento diventa un vero e proprio scambio di ricordi tra amici da cui scaturiscono sorrisi e nostalgie.

Fegiz e Jannacci si divertono a presentare una Mimma Gaspari divertente e attivissima sin dagli esordi della sua carriera, quando veniva soprannominata “La freccia del Raccordo” ( il raccordo anulare romano), e  quando lottava con tutte le sue forze per il successo di un cantante. Entrambi  sottolineano la caparbietà e la grande forza di volontà della donna, che durante la sua carriera ha saputo prendere scelte controcorrente, coraggiose e sempre al passo con i tempi.

Ne è un esempio lo stesso Jannacci, il cui soprannome datogli da Dario Fo,”Il genio del contropiede“, caratterizza perfettamente,un cantante eclettico del panorama milanese scoperto dalla Gaspari: la promotrice infatti ha dovuto lottare al lungo per pubblicare il suo successo “No tu No”, uscito poi con un 45 giri.

Sia nell’intervento che nel libro, la Gaspari cita molte volte Ladislao Sugar, fondatore della casa discografica “Sugar”, grande scopritore di talenti e personaggio simbolo della discografia musicale dagli anni 50 in poi, e  sottolinea quanto sia importante per un cantante poter contare su un’ottima casa discografica che sappia valorizzarlo ed esaltare le sue caratteristiche, senza vederlo come una semplice “macchina per soldi”.

L’energia che riesce ad esprimere la donna è davvero enorme, e lo si capisce anche dalla voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo anni di esperienza e di onorata carriera. Mimma Gaspari denuncia la città di Milano e la accusa di non essere stata capace di “coccolarsi” cantanti e musicisti di certo eclettici ma sicuramente importanti dal punto di vista musicale: ne sono un esempio Jannacci, poco capito dai suoi concittadini e Gaber, divenuto famoso solo dopo la morte.

Inoltre, sia la Gaspari che Fegiz concordano su quello che a loro avviso è il problema principale della musica italiana di oggi: la mancanza di qualità, sia da parte dei cantanti che delle case discografiche. Mancano artisti come De Gregari, Modugno, Morandi:  veri e propri musicisti, che hanno costruito il loro lavoro nel lungo periodo, senza pretendere un successo istantaneo ma effimero.

La critica è però rivolta anche alle case discografiche: ora la musica italiana e internazionale è nelle mani di un oligopolio di 3 major, che lavorano su scala internazionale: non esistono più personaggi-simbolo come Ladislao Sugar, capace di far coincidere lavoro e passione in un tutt’uno garantendo così la massima qualità.

Mimma Gaspari ha fatto parte delle più importanti case discografiche che hanno segnato la nascita della canzone italiana. Ha lavorato a fianco di Teddy Reno, entrando poi nell’«impero» di Ladislao Sugar e di suo figlio Piero, le Messaggerie Musicali. Ha lavorato a tutto campo nel settore promozionale della RCA e accanto a Ennio Melis, che ne era l’amministratore delegato. Ha conosciuto quindi molti artisti, ancora oggi tra i più affermati nel nostro panorama musicale, contribuendo al loro successo. Nel 1981 ha pubblicato L’industria della canzone.

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Valentina Pizzi

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